Nei Comuni di Osimo e di Recanati, la municipalizzazione dei servizi pubblici è quasi contemporanea: è del 1906 la nascita della Azienda Speciale dell’Impianto Idroelettrico di Osimo, mentre nell’ottobre del 1912 si insedia per la prima volta la Commissione amministratrice dell’Azienda Speciale per i Servizi Idroelettrici di Recanati.

Questa sorta di destino parallelo delle aziende di Osimo e Recanati prosegue senza eccessivi scossoni per tutto l’arco della loro vita contribuendo al benessere delle rispettive comunità locali. Basti pensare all’impulso dato dalle due aziende alle zone rurali portando, non senza sacrificio anche personale dei pochi operai addetti, acqua prima ed elettricità poi nei casolari in campagna, a prezzi talmente contenuti che, già pochi anni dopo la nascita, la Commissione amministratrice dell’Azienda di Recanati sente il bisogno di chiedere al comune di approvare tariffe almeno pari al costo del servizio!

Le due aziende resistono anche alla forte spinta alla nazionalizzazione degli anni 60 mantenendo la distribuzione dell’energia elettrica nelle rispettive città anche dopo la nazionalizzazione dell’energia elettrica del 1962.

In questi anni del boom economico il ruolo delle aziende nell’assecondare lo sviluppo delle loro città in conformità agli indirizzi comunali ne risulta esaltato. Appare evidente il vantaggio della collettività nel poter contare su un gestore delle risorse energetiche locale molto duttile e flessibile rispetto alle esigenze del Comune.

Nel frattempo all’inizio degli anni 70 fa la comparsa sul mercato dell’energia il metano, la cui gestione viene municipalizzata nel 1971 ad Osimo e nel 1975 a Recanati. La praticità ed il costo inizialmente favorevole del metano ne rendono rapida la diffusone e ben presto i centri urbani sono metanizzati, mentre la rete è in continua estensione fin nelle frazioni minori.

Risale alla Legge 142/1990 la prima vera riforma della municipalizzazione, che non gode più di un opinione pubblica generalmente favorevole, vedendosi nella gestione pubblica un ostacolo al dispiegarsi del libero mercato, che si ritiene più consono ad una gestione moderna dei servizi.

Dal 1° gennaio 2000  l’Azienda Speciale di Osimo diventa società per azioni assumendo la denominazione di Aspea SpA ed apre alla partecipazione azionaria privata (una quota minoritaria sarà acquisita dal gruppo GPO, avente capofila la ex AMGA SpA di Genova).

Analoga strada segue l’azienda di Recanati che, dopo essersi consorziata con i comuni limitrofi di Porto Recanati, Loreto, Montecassiano e Montelupone, si trasforma in SpA pubblica.

Questo percorso, comune per le due aziende, ora società, unito alla riforma del servizio idrico integrato ed alla liberalizzazione delle gestioni elettricità e metano, ha reso consapevoli le amministrazioni comunali della necessità ormai improrogabile di dare vita ad un soggetto unico che si ponesse sul mercato dei servizi pubblici con maggiori potenzialità tecniche ed economiche.

L’eredità delle due aziende è stata raccolta da ASTEA SpA (nata con atto di fusione in data 30/09/2003) che prosegue nell’impegno, ormai secolare di favorire, lo sviluppo economico ed il benessere delle comunità locali in cui opera e quello dei soggetti con cui interagisce nel corso della sua attività.